L’Erma di Bretschneider : Depositi votivi nel Lazio meridionale

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Depositi votivi nel Lazio meridionale

Pratiche religiose e identità culturale tra il IX e il V secolo a.C.
Donata Sarracino

 

Il volume intende fare il punto delle conoscenze e delle prospettive di studio sui luoghi di culto nel Lazio meridionale tra la I età del Ferro e l’inizio del V sec. a.C. L’analisi dei depositi votivi, o comunque di rinvenimenti isolati di carattere votivo, ha evidenziato un quadro di notevole interesse che consente di poter ragionare su un’archeologia del sacro non solo per il Lazio meridionale costiero, zona più conosciuta e indagata – basti pensare a Satricum – ma anche per quello interno, soprattutto per le aree che gravitano sul sistema fluviale Sacco-Liri naturale via di comunicazione tra Etruria, Latium Vetus e Campania, in alternativa, e in aggiunta, al percorso costiero attraverso la pianura Pontina. Tale sistema era integrato, inoltre, da una serie di assi trasversali, legati ai percorsi di transumanza, che costituivano, fin dall’età protostorica, i collegamenti tra l’Appennino e la zona costiera. Si tratta di un settore geografico-culturale di notevole importanza nell’Italia preromana, caratterizzato da un complesso quadro delle dinamiche di popolamento, soggetto a possibili diverse letture, tra Latini, Volsci e Romani.

The book aims to take stock of the knowledge and perspectives of study on places of worship in southern Lazio between the first Iron Age and the beginning of the fifth century BC. The analysis of votive deposits, or in any case of isolated findings of a votive nature, has highlighted a picture of considerable interest that makes it possible to reason on an archaeology of the sacred not only for the southern coastal Lazio, a better known and investigated area – just think of Satricum – but also for the inland area, especially for the areas that gravitate on the river system Sacco-Liri natural way of communication between Etruria, Latium Vetus and Campania, as an alternative, and in addition, the coastal route through the Pontine plain. This system was integrated by a series of transversal axes, linked to the transhumance routes, which constituted since the protohistoric age the connections between the Apennines and the coastal area. This is a geographical-cultural sector of considerable importance in pre-Roman Italy, characterized by a complex picture of population dynamics, subject to possible different readings between Latins, Volscians and Romans.

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