LE OPERE PREMIATE DELLA III EDIZIONE DEL CONCORSO ‘Come io vedo il mondo’

le giurie ed i premiati della terza edizione 2022

Il tempo perduto e il tempo ritrovatoElisabetta Scarano premio della giuria popolare

 

La cerimonia di premiazione, condotta da Samantha Ciarla, giornalista molisana, si è svolta giovedì 28 luglio nel Centro storico di Castelbottaccio, ai piedi del palazzo baronale ed in diretta streaming sui canali social dell’associazione, in occasione del XVII anniversario di fondazione del circolo neoilluminista ‘Donna Olimpia Frangipane’ di Castelbottaccio. Il circolo, così come il premio, patrocinato dal comune di Castelbottaccio e dalla Regione Molise, sono dedicati ed ispirati alla nobildonna, vissuta a Castelbottaccio tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, che diede vita, nella propria dimora estiva, ad un ‘salotto culturale’, in cui gli intellettuali dell’epoca discutevano, diffondevano e promuovevano le idee di cambiamento dell’epoca che si andavano propagando nel Nuovo e Vecchio Continente.le giurie ed i premiati della terza edizione 2022 Elisabetta Scarano terzo premio

 

Il tema di quest’anno, Il tempo perduto e il tempo ritrovato, è stato scelto per permettere ai partecipanti di parlare, con un racconto, saggio breve o una poesia, dell’importanza e del valore del tempo, se il tempo apparentemente infruttuoso è in realtà un tempo utile ed indispensabile a corroborare se stessi.  Massimiliano Falavigna primo premio

 

Due le giurie di questo concorso: la giuria tecnica, composta Giuseppe Pittà (Presidente, poeta e giornalista) da Antonella Presutti (Presidente della Fondazione Molise Cultura, scrittrice ed insegnante di italiano e latino), Simonetta Tassinari (scrittrice ed insegnante di storia e filosofia), che premia lo stile e la tecnica, e quella popolare, composta dalle lettrici e socie Raffaella Sforza, Antonella Cicia e Anna Di Fonzo, che premia la facilità di lettura e l’impatto emotivo.Ritiro secondo premio Fabrizio Pelli

 

Le giurie hanno rilevato una notevole diversificazione di idee all’interno del tema proposto mettendo in evidenza, per l’intero numero di opere iscritte al concorso, percorsi culturali particolari, ricchi di spunti riflessivi, in grado di aprire alle migliori riflessioni.

Ricordando che nel rispetto delle regole del concorso stesso le due giurie sono indipendenti fra loro e non conoscono i risultati l’una dell’altra, l’edizione 2022 vede pertanto premiare, per la giuria tecnica:

  • 1° premio: racconto NOSTRO È L’IMPERO del trentasettenne Massimiliano Falavigna – Isola della Scala (VR);

Commento: nel racconto scelto come vincente dalla Giuria tecnica troviamo il giusto senso della Memoria, il recupero del ricordo, nel viaggio di ricerca dell’antenato, di un Filippo perduto, inghiottito dal tempo, cercato incessantemente, come altri sbiaditi parenti, dalla coppia protagonista della ricerca. È la scusa per riflettere su tante cose, la direzione della vita, l’incidente della morte, ma anche il sentimento, le gioie di un Amore che diventa fondamento e centro, di un gioco a vivere, che è fatto di splendide visioni, dove quelle del passato non devono essere mai veramente morte. Filippo torna a vivere, seppure nelle poche righe. Nero su bianco, diremmo, necessario e vitale, per raccontarci di ieri, ma anche e soprattutto di domani.

  • 2° premio: racconto FRA LE FRONDE E FRA I CAMPI del ventunenne Fabrizio Pelli-Reggio Emilia;

Commento: storia di una partenza volontaria, realizzata nel modo più terribile, il gesto di abbandonare, di andare altrove, nel luogo da dove non si torna, dove tutto cessa di esistere, diventa nulla. A raccontare è un padre. Si rivolge al figlio, che da ragazzino lo ha visto penzolare dal soffitto. Una visione che sconvolge, che costruisce un immediato mondo dell’orrore, che spinge verso un annientamento totale di tutte quelle speranze di futuro che nascono e crescono dentro ognuno di noi. E’ il racconto di una scelta che è dismissione, il gesto della fuga dal mondo, che preclude e suggerisce un’altra fuga, quella del giovane dal luogo della tragedia, l’altro allontanamento, forse dall’orrore della visione, la fuga dal ricordo, la negazione complessiva della Memoria.

  • 3° premio: racconto VIAGGIO DI NOZZE della sessantaquattrenne Elisabetta Scarano-Campobasso.

Commento: è la storia di Teodora, Dora per tutti da sempre, del suo matrimonio, del viaggio di nozze. Siamo in un tempo lontano, neanche lontanissimo, tra i monti abruzzesi. Dora è figlia del popolo, quello umile e lavoratore, quello che guadagna la vita lavorando nei campi e vendendo i prodotti della terra nei piccoli mercati dei paesi. Ma è il viaggio di nozze che diventa centrale nel gesto narrativo. Un viaggio che ha il suo perché nello spostamento di Dora dalla sua casa, dal suo paese a quello di Alberto, distante una cinquantina di chilometri. È il viaggio dell’aspettativa, del pensiero a come sarà la sua vita nella nuova casa, a come sarà accolta nel nuovo paese, a come la giudicheranno. Un viaggio di nozze fatto solo di pensieri, nella sintonia del passo del carretto di don Guglielmo, il veterinario. Un viaggio nuovo, che un po’ la spaventa. Ma quado si parte si finisce per arrivare e Dora arriva, finalmente ed ascolta la dolcezza dei giudizi delle persone in attesa. La sposa è bella. “Viva la sposa”.

La Giuria popolare ha premiato il racconto LA CASA GIALLA di Elisabetta Scarano -Campobasso

Commento: intriso di una tenera ostinazione e resistenza al percorrere decadente del tempo sulla casa e sugli affetti, il racconto “La casa gialla” coinvolge emotivamente e commuove nel suo dolce, orgoglioso, malinconico, dolcissimo tentativo di ribellione al deperimento fisico degli ambienti, ma soprattutto a quello non più umano di relazioni sociali (qui identificato nella figura ostile e invidiosa del vicino). Le figure della nonna, col suo sguardo verso un intenso “altrove”; il protagonista, resiliente nel suo difendere le radici; il bambino, con la sua allegria accogliente, sono qui rielaborati nell’asse temporale di un tenero passato, un combattivo presente e un futuro ancora legato al luogo di origine.

I brani delle opere premiate sono stati letti dall’attrice Lidia Castella.