attualità : politica, il voto disgiunto

Termoli, a 48 ore dalle urna è il voto disgiunto a spaccare i candidati

di Pino Somma  S6300083

Voto disgiunto si o no? E’ questo il problema! A poche ore dal voto si entra nel rush elettorale con la forte questione del consenso disgiunto, una potenziale supposizione che sta “spaccando” i cinque candidati sindaci. Ognuno dice la sua; a qualcuno va bene, ad altri no, in tanti ci sperano. Chi si è mosso più del dovuto è il candidato del Pdl, Antonio Di Brino, che nelle ultime ore si è dato un gran da fare chiedendo un fortificato impegno alle liste che lo appoggiano, ben dieci che convoglieranno a lui, Secondo il Partito Delle Libertà il primo avversario è l’ex sindaco Remo Di Giandomenico, particolarmente polemico nell’ultimo periodo dove ha tirato fuori dal proprio cilindro tutte le verità nascoste di una campagna politica che lo ha rivisto “obbligatoriamente” in pista per fronteggiare l’arrivo da fuori città di esponenti non ritenuti termolesi. Una questione questa che potrebbe fungere da ago della bilancia visto che per i Popolari Liberali il candidato sindaco Di Brino non è un termolese doc. Chi ci punta invece è la sinistra con Monaco e la Gatti accompagnati da Antonio Fasciano. A questo punto il voto disgiunto potrebbe essere determinante in chiave finale. L’unica donna candidata, del Pd, si augura questo ed incita i propri elettori a spezzare in due le preferenze. Anche l’ex Partito Democratico, Filippo Monaco, oggi candidato dell’Idv, e Antonio Fasciano “Per il bene Comune” si auspicano la stessa cosa. Il voto disgiunto è una possibilità importante dati agli elettori che possono tranquillamente votare per un candidato consigliere scegliendo il sindaco in un’altra lista. E la chiave di volta potrebbe essere proprio questa.

 

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